Noce

Il noce è richiamato in Quando avevo quindici anni, una canzone Trentina:

Non ti ricordi quelle sere
sotto l’albero di noce
mi dicevi a bassa voce
dammi un sol bacin d’amor
mi dicevi a bassa voce
dammi un sol bacin d’amor

Il noce (Juglans regia L.) è una pianta originaria dell’Asia (pendici dell’Himalaya), introdotta in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli. Diffusa in tutto il mondo, in Italia la coltura della noce da frutto, in genere promiscua, ha una certa rilevanza solo in Campania. Il noce può essere coltivato anche per la produzione di legno o per entrambi gli scopi. Il noce è un albero vigoroso, caratterizzato da tronco solido, alto, diritto, portamento maestoso; presenta radice robusta e fittonante.
Le foglie sono caduche, composte, alterne (formate da 5-7-9 e, più raramente, 11 foglioline). È una pianta monoica in cui i fiori maschili sono riuniti in amenti penduli, lunghi 10-15 cm, con numerosi stami, che appaiono sui rami dell’anno precedente prima della comparsa delle foglie. I fiori unisessuali femminili schiudono da gemme miste dopo quelli maschili (proterandria), sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3, raramente 4, appaiono sui nuovi germogli dell’anno, contemporaneamente alle foglie. Il frutto è una drupa, composta dall’esocarpo (mallo) carnoso, fibroso, annerisce a maturità e libera l’endocarpo legnoso, cioè la noce vera e propria, costituita da due valve che racchiudono il gheriglio con elevato contenuto in lipidi.
Sensibile ai ristagni idrici e stress idrici conseguenti a terreni sciolti; non tollera i terreni pesanti, asfittici, mentre resiste anche ad elevato tenore in calcare. Teme gli eccessi termici (caldo e freddo).

Il noce, pur adattandosi a diversi ambienti, predilige la media collina, esposta a sud o a ovest, protetta dai venti. La forma di allevamento è identificabile in un vaso a 3 branche per cv europee, mentre vi è un asse centrale con brindilli fruttificanti laterali per cv californiane.

Una pianta in piena produzione è in grado di fornire 50-70 kg di frutti; nell’impianto si raggiungono i 40 qli/ha, mentre 60-80 qli/ha in U.S.A. La raccolta dei frutti, da metà settembre a fine ottobre, è totalmente meccanizzata mediante l’uso di scuotitori, andanatrici e raccattatrici meccaniche. In Italia, di norma la raccolta viene fatta raccattando i frutti caduti naturalmente, o con l’ausilio di pertiche, su reti appositamente distese sotto gli alberi. I frutti sono ricchi di olio e zuccheri vengono impiegati anche nell’industria della cosmesi e farmaceutica.

Prima di essere posti in commercio, i frutti devono essere sottoposti a: – smallatura, per evitare l’annerimento del guscio; – lavaggio, per eliminare ogni residuo del mallo; – imbiancatura con anidride solforosa; – essiccazione graduale allo scopo di abbassare l’umidità al 4-5%; – selezione, calibratura e confezionamento; – è possibile la conservazione a 0°C con UR di 60-75% sicura contro l’irrancidimento. Il legno è molto pregiato, duro, compatto, resistente e di facile lavorazione.

Per la pianta vi sono batteriosi tra cui la Maculatura batterica, Xantomonas, crittogame quali Marciume del colletto e radicale, insetti quali Carpocapsa e Rodilegno; nematodi, funghi Armillaria. Per il frutto vi è il baco delle noci Cydia pomonella.

Posizione nel frutteto: a sinistra dal campetto dietro le ginestre