Mela muso di bue

Detta anche mela Ciucca. L’accessione MUSO DI BUE G 25 della Collezione ASSAM è stata individuata e recuperata nella zona di Pennabilli (PU). Musabò e Musa sono gli altri sinonimi della Muso di bove individuata a Meleto di Genga, Baroccio, Montelago e Tra Pozzo nel Comune di Sassoferrato. Era la mela che bollita nell’acqua si dava agli ammalati ed anche ai bambini per svezzarli. Si mangiava bene con una fetta di pane, ricordano in molti, e per la sua dolcezza aromatica, anche il pane sembrava più buono. Era anche la mela che si metteva nei vari dolci autunnali, tagliata a pezzi e aromatizzata con il mosto cotto. Richiesta dal mercato, quando c’era bisogno di qualche spicciolo, era la prima ad essere venduta. Nei contratti di mezzadria si metteva per iscritto l’obbligo di portare metà del raccolto di mele al padrone della terra, e il riferimento a questa varietà specifica era costante. Nelle Marche la sua coltivazione risulta sporadica, in alberi sparsi (orti familiari, giardini, ecc.).

Albero standard, di vigoria elevata e portamento assurgente. Messa a frutto lenta; mediamente e costantemente produttiva, rustica. I frutti sono adatti a lunghi periodi di conservazione. Fiorisce in epoca tardiva e fruttifica prevalentemente su brindelli; presenta una consistente cascola pre-raccolta.
Frutto grande e di forma tronco conica oblunga, asimmetrica, quasi acuminata nella zona calicina, a volte leggermente costoluta; buccia spessa e leggermente ruvida di color verde intenso, soffusa, da un lato, di rosso aranciato che assume solo in ambienti di coltivazione vocati; polpa bianca, grossolana, compatta e soda, agrodolce, aromatica.

Il frutto ha calibro: medio 70-75 mm, Peso: da 140-185 a 170-225 g – media 180 g pezzatura: costante. La buccia ha spessore: sottile, colore di fondo: verde-giallo, sovracolore: rosato, superficie: liscia, cerosa. Peduncolo corto da 10–15 mm, sottile
Polpa con colore: bianco-verde, Imbrunimento all’aria: non facile. Alterazioni: butteratura. Consistenza: tenera. Tessitura: fine. Sapore zuccherino: medio. Sapore acidulo: medio. Non astringente. Gusto: gradevole.

L’area vocata per la coltivazione è quella montana, dove i frutti acquisiscono
peculiari caratteristiche organolettiche e diventano particolarmente gradevoli,
dopo lunga conservazione. Interessante a livello amatoriale per il gusto particolare e per il consumo tardivo. Da consumarsi fresca durante l’inverno, quando scarseggiano i frutti ad alto contenuto nutrizionale; è una mela ad alto contenuto gastronomico idonea per
realizzare numerose ricette. È indicata anche per l’essicazione, come fanno nel Trentino e per la preparazione dei succhi di frutta.

La varietà è davvero molto antica, tanto che se fa ne fa menzione da secoli. Gli alberi sono rustici, resistenti agli sbalzi climatici e agli attacchi degli insetti.

Una volta raccolte, le mele a muso di bove si possono conservare in ambiente asciutto dall’autunno fino alla primavera, avendo l’accortezza di stenderle su carta o su paglia oppure si possono tagliare a fettine da far asciugare in forno (un tempo si infilavano nei forni a legna adagiate sulle seccaiole): in questo caso prendono il nome di spartecchie. Le spartecchie, durante l’inverno venivano usate per preparare uno sciroppo lenitivo della tosse.

A dicembre le mele a muso di bove entrano nella ricetta della torta di Natale, lo strudel a pasta sottile farcito di mele cotte, noci, cioccolato, cannella, noce moscata, pinoli, bagnato con alchermes e avvolto a spirale. Epoca di raccolta ottobre. Si conserva in magazzino fino a primavera.

Fonte: ASSAM, La biodiversità agraria delle Marche http://www.ambiente.marche.it/Portals/0/Ambiente/Natura/Parchi%20e%20Riserve/GeneraleParchiRiserve/BiodiversitaAgrariaMarche.pdf

Posizione nel frutteto: Meli C1